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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

domenica 28 settembre 2008

Notre Dame de Paris - Luc Plamondon, Riccardo Cocciante (musical)

Oggi inauguro una nuova categoria: i musical.

E non potevo che farlo con quello che probabilmente è il più bel musical di sempre: Notre Dame de Paris, scritto da Luc Plamondon (libretto e testo canzoni) e Riccardo Cocciante (musica), opera che debutta in teatro proprio a Parigi nel 1998.

Il successo travolgente dell’opera, ovviamente tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, porterà poi i due autori a realizzare le numerose versioni-traduzioni che sono state poi messe in scena letteralmente in tutto il mondo.

Circa 15 milioni il numero stimato di spettatori nelle rappresentazioni in tutto il globo.

Nella stessa Italia il successo è stato travolgente, e ciò a dispetto di una scarsa predisposizione popolare al genere, che anzi proprio Notre Dame de Paris ha rilanciato.
La colonna sonora è semplicemente strepitosa, con pezzi del calibro di Il tempo delle cattedrali, La fede dei diamanti, La strega, La parola Febo, Bello come il sole, Bella, Ali in gabbia, occhi selvaggi, La cavalcatura, Un mattino ballavi, Dio ma quanto è ingiusto il mondo, Balla mia Esmeralda.

E che dire del cast, veramente strepitoso?
Lo riporto integralmente (perlomeno i “titolari” della prima edizione) per dovere di riconoscimento artistico:
- Esmeralda: Lola Ponce.
- Quasimodo: Giò Di Tonno.
- Gringoire: Matteo Setti.
- Frollo: Vittorio Matteucci.
- Febo: Graziano Galatone.
- Clopin: Marco Guerzoni.
- Fiordaliso: Claudia D’Ottavi.

Io ho il dvd dello spettacolo di Notre Dame de Paris andato in scena all’arena di Verona… semplicemente spettacolare, per musica, suoni, immagini e recitazioni.
Non potete non vederlo.

Fosco Del Nero



Titolo: Notre Dame de Paris.
Genere: musical.
Autori: Luc Plamondon, Riccardo Cocciante.
Attori: Lola Ponce, Giò Di Tonno, Matteo Setti, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone, Marco Guerzoni, Claudia D’Ottavi.
Anno: 1998.
Voto: 9.
Dove lo trovi: qui.

mercoledì 24 settembre 2008

Kirikù e la strega Karabà - Michel Ocelot (film animazione)

A volte nella vita capitano delle liete sorprese, e Kirikù e la strega Karabà è una di queste.

Kirikù e la strega Karabà è un film d’animazione prodotto in Francia nel 1999, e ambientato in un imprecisato villaggio africano.

In esso vi è un serio problema: la cattiva strega Karabà, che pare averlo preso di mira.
In poco tempo, infatti, la strega ha bloccato la sorgente d’acqua, ha privato le donne dei loro gioielli e ha divorato tutti o quasi gli uomini.

Non a caso, nel villaggio sono rimasti solo vecchi e donne… oltre che il nuovo arrivato Kirikù, che già parla pur essendo ancora nel ventre materno e che, appena uscito, inizia a compiere una prodezza dietro l’altra.

In poco tempo, Kirikù salva la vita allo zio (l’ultimo uomo rimasto al villaggio), salva molti bambini del villaggio dall’essere rapiti dalla strega Karabà e fa tornare l’acqua alla fonte.
La strega inizia dunque a odiarlo.

Ma Kirikù non si ferma qui, e vuole a tutti i costi capire perché la strega Karabà è cattiva…

Kirikù e la strega Karabà è una favola bellissma, dai contenuti limpidi e cristallini.

La medesima grafica dell’animazione, in certi casi semplice e spartana, si rivela azzeccatissima al contesto, e comunque riesce a farsi piacere.
Pure la colonna sonora del film, curata da Youssou N’Dour, è decisamente all’altezza.

Il risultato finale è un breve film di animazione poetico e profondo, adatto sia ai piccini che agli adulti (ma - sorpresa - Kirikù e la strega Karabà ha avuto molti problemi a livello di distribuzione, perché - che scandalo - le donne del villaggio sono ritratte proprio come vivono davvero nei villaggi, ossia a seno nudo).

Consigliatissimo.

Fosco Del Nero

p. s. Perché la strega Karabà… è cattiva?



Titolo: Kirikù e la strega Karabà (Kirikou et la sorcière).
Genere: animazione, commedia, etnico, fantastico, musicale.
Regista: Michel Ocelot.
Anno: 1999.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.

domenica 21 settembre 2008

Phenomena - Dario Argento (film thriller)

Non sono un grande fan di Dario Argento, sebbene sia un appassionato di film horror (più in passato, in realtà)… ho comunque avviato Phenomena, suo noto film del 1985, con la speranza di dovermi ricredere sul regista italiano.

Purtroppo, però, non c’è stato niente da fare: Phenomena non mi è piaciuto per niente.

E questo nonostante la sua protagonista fosse una delle mie attrici preferite: Jennifer Connelly (Labyrinth - Dove tutto è possibileA beautiful mindDark CityRequiem for a dream), protagonista di uno di film più belli di tutti i tempi, non a caso considerato un film culto: Labyrinth.

In questo Phenomena, Jennifer Connelly interpreta Jennifer Corvino (cambiare il nome di più di due lettere no?), spedita dal padre Paul Corvino, noto attore, in un rinomato collegio della Svizzera.

Peccato che in questo collegio inizino a sparire ragazze… e che gli attacchi di sonnambulismo di Jennifer la portino sempre in posti poco opportuni (per esempio sul luogo di un delitto durante il suo svolgimento).
Aggiungiamoci il bizzarro rapporto della ragazza con gli insetti, che sembrano volerla proteggere, e il piatto è servito.

L’entomologo John McGregor aiuterà la giovane a capirci qualcosa di più… anche se alla fine sarà la di lui scimmia a “risolvere” definitivamente il caso.

Niente di che, devo dire: qualche allusione a un cattivissimo serial killer, qualche scena di sangue, qualche inseguimento, qualche bizzarria (gli insetti, il bambino mostruoso).

Nulla di sufficiente a far dire che si tratti di un ottimo horror.
Nemmeno buono.
E nemmeno horror a dire il vero, giacché tecnicamente trattasi di un thriller con una sola venatura di mistero (il rapporto Jennifer-insetti).

Insomma, Phenomena di Dario Argento a mio avviso è di molto sopravvalutato.

Fosco Del Nero



Titolo: Phenomena (Phenomena).
Genere: thriller, horror.
Regista: Dario Argento.
Attori: Jennifer Connelly, Donald Pleasence, Daria Nicolodi, Dalila Di Lazzaro, Fiore Argento, Fulvio Mingozzi, Federica Mastroianni, Patrick Bauchau, Mario Donatone.
Anno: 1985.
Voto: 5.
Dove lo trovi: qui.

martedì 16 settembre 2008

Non c’è due senza quattro - E. B. Clucher (film comico)

Non c’è due senza quattro è il terzo film della coppia Bud SpencerTerence Hill, dopo i già recensiti I due superpiedi quasi piatti e Nati con la camicia, sempre diretti da regista E. B. Clucher (pseudonimo dell’italiano Enzo Barboni).

Rispetto ai miei preferiti di Bud & Terence (gli stessi I due superpiedi quasi piatti e Nati con la camicia, ma anche Pari e dispari, Chi trova un amico trova un tesoro, Altrimenti ci arrabbiamo) siamo però un paio di gradini sotto.

L’irresistibile e coinvolgente comicità degli altri film infatti lascia qua il passo a un umorismo più soffocato e moderato, decisamente meno efficace rispetto ad altri casi, e che sostanzialmente si regge sull’ambiguità del doppio Bud e del doppio Terence, che nel film interpretano due personaggi a testa, sosia l’uno dell’altro.

Ecco in breve la storia di Non c’è due senza quattro: i fratelli Antonio e Bastiano Coimbra de la Coronilla y Azevedo , ricchi e nobili, si rivolgono a un’agenzia specializzata nella ricerca di sosia perché essi li sostituiscano in un momento particolare, di modo che loro possano essere in un altro luogo per concludere un importante affare.

Va da sé che i loro sostituti, Greg Wonder e Elliot Vance, cui è stato offerto un milione di dollari a testa per l’interpretazione, sono tutt’altro che di nobili origini, e anzi si comportano in modo decisamente spiccio e ruvido, cosa che comporterà ai fratelli Coimbra de la Coronilla y Azevedo notevoli grattacapi e una discreta perdita di immagine.

Intendiamoci, anche in Non c’è due senza quattro ci sono risate e botte, ma meno convinte rispetto, per esempio, all’immortale (sto esagerando?) I due superpiedi quasi piatti.

In ogni caso, la coppia Bud Spencer e Terence Hill non si discute.

Fosco Del Nero



Titolo: Non c’è due senza quattro.
Genere: commedia, comico.
Regista: E. B. Clucher.
Attori: Bud Spencer, Terence Hill, April Clough, Nello Pazzafini, Dary Reis, Dennis Bourke.
Anno: 1984.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.

lunedì 15 settembre 2008

I Tenenbaum - Wes Anderson (film commedia)

I Tenenbaum è un film strano, tanto nel genere quanto nella trama.

Intanto, il cast di attori è piuttosto ricco, e agli ordini del regista Wes Anderson infatti vi sono:
- Gene Hackman (Il braccio violento della legge, Superman) nei panni di Royal Tenenbaum, uomo abituato al denaro e a manipolare gli altri).
- Anjelica Huston (Morticia in La famiglia Addams), Etheline Tenenbaum, che ha lasciato il marito e in pratica ha cresciuto i figli da sola.
- Ben Stiller (Tutti pazzi per Mary, Ti presento i miei, Starsky & Hutch), Chas Tenenbaum, giovane esperto di finanza, nonché vedovo e padre di due ragazzi alquanto stressato.
- Luke Wilson (Charlie's angels, Alex & Emma), Richie Tenenbaum, ex campione di tennis innamorato di sua sorella minore (che però non è proprio sua sorella, visto che è stata adottata).
- Gwyneth Paltrow (Sliding doors, Shakespeare in love), Margot Tenenbaum, la sorella di cui sopra, enfant prodige della sceneggiatura teatrale ma preda di profonde depressioni,
- Owen Wilson (Haunting - Presenze, Ti presento i miei, Starsky & Hutch), Eli Cash, vicino di casa dei Tenembaum e amico intimo di Richie, scrittore professionista con un piccolo problemino di droga.
- Bill Murray (Ghostbusters, Ricomincio da capo, S.O.S. fantasmi, Lost in translation), psicanalista e uno dei tanti uomini di Margot.

Già il cast di attori e attrici indica un prodotto di un certo livello.
E I Tenenbaum è un prodotto di livello, benché il suo essere meticcio tra commedia e drammatico e la sua forte dose di sarcasmo e cinismo lo renda un film particolare, che non è detto che piaccia a tutti.

Da parte mia, ho trovato le vicende della famiglia Tenembaum coinvolgenti e divertenti, con il film che è molto curato tanto nella fotografia, quanto nella recitazione, quanto nel dialoghi, spesso pungenti.

Insomma, per me I Tenenbaum è un bel film.
Se voi, però, non avete voglia di stare a sentire i dilemmi esistenziali dei vari personaggi protagonisti (e la storia in pratica si basa su questo), forse è meglio che vi orientiate su un altro film.

Fosco Del Nero



Titolo: I Tenenbaum (The Royal Tenenbaums).
Genere: drammatico, commedia.
Regista: Wes Anderson.
Attori: Gene Hackman, Anjelica Huston, Gwyneth Paltrow, Luke Wilson, Ben Stiller, Owen Wilson, Bill Murray, Danny Glover, Seymour Cassel.
Anno: 2001.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.

giovedì 11 settembre 2008

Il mistero di Sleepy Hollow - Tim Burton (film fantastico)

Il mistero di Sleepy Hollow è il secondo film di Tim Burton che recensisco, e la cosa mi fa piacere perché, a essere franchi, il primo, Beetlejuice - Spiritello porcello, è certamente il peggiore film del regista (pur non essendo affatto malvagio!).

Forse, anzi, Il mistero di Sleepy Hollow è il film più caratteristico di Burton, giacchè mescola, e in modo sapiente, i tre elementi principali cari al regista statunistense: lo stile gotico, l’ironia e la componente horror-grottesca.
Se ci si bada, è più o meno la stessa combinazione di un altro capolavoro di Burton, Nighmare before Christmas, nonché di La sposa cadavere, Edward mani di forbice, e pure del bellissmo corto Vincent.

Ma passiamo a Il mistero di Sleepy Hollow, e in particolare al suo cast di attori e attrici.
Il protagonista indiscusso è Johhny Depp (Edward mani di forbice, La maledizione della prima luna), attore di rara bravura che in questo film dà veramente il meglio di sé nei panni dell’investigatore newyorkese Ichabod Crane.

Crane, mente acuta votata alla logica e alla razionalità, è un giovane uomo che crede solo in quello che è visibile e documentabile, ma il suo approccio illuminista sarà duramente scosso dal soggiorno presso Sleepy Hollow, piccolo centro di campagna cui nel 1799 è mandato per punizione dal suo superiore a causa della sua pignoleria sul lavoro.

Quale il motivo del suo turbamento?

Semplice: la piccola comunità è stata scossa da diversi omicidi, tutti eseguiti con la stessa modalità: testa staccata dal corpo e poi trafugata.
Autore dei delitti: il Cavaliere senza testa.

O, almeno, tutti gli abitanti di Sleepy Hollow ne sono convinti, mentre il baldo Crane (che è tanto arguto quanto pavido, cosa che causa una serie pressoché infinita di svenimenti) intende provare che sono tutte dicerie popolari.

Nel corso della sua indagine, Crane conosce la giovane e bella Katrina (Christina Ricci; Sirene, La famiglia Addams), la cui personalità ambigua alla fine si rivelerà decisiva per le indagini… e anzi più invischiata di quanto non sarebbe sembrato all’inizio.

Tra gli altri attori protagonisti, da segnalare Miranda Richardson (la regina di Alice nel paese delle meraviglie, nonché Rita Skeeter, perfida giornalista nei film di Harry Potter), Casper Van Dien (belloccio noto soprattutto per il film Starship Troopers), Christopher Walken (Batman), Ian McDiarmid (l'imperatore Palpatine di Star Wars), Richard Griffiths (lo zio di Harry Potter!) e Jeffrey Jones (Beetlejuice, ma soprattutto il film botteghino degli anni 80 Howard e il destino del mondo… quello con il papero che arrivava da un altro pianeta e salvava la Terra da alcuni mostri).

Che dire de Il mistero di Sleepy Hollow?

Intanto, non si può non sottolineare la scelta dei colori, veramente fantastica: alcuni sono stati tagliati, mentre altri amplificati, in modo da rendere il paesaggio lugubre e d’atmosfera.
Alla scene di Sleepy Hollow peraltro fanno da contraltare quelle dei ricordi da bambino di Ichabod Crane, veramente bellissime, in cui viceversa i colori sono vivi e vivaci.

Quanto a trama, colonna sonora e regia, c’è veramente poco da dire, visto che siamo di fronte alla produzione di un maestro, e si vede veramente in ogni dettaglio.
Il film infatti si rivela appassionante e godibile.
Consigliatissimo dunque.

Fosco Del Nero




Titolo: Il mistero di Sleepy Hollow (Sleepy Hollow).
Genere: fantastico, horror, grottesco.
Regista: Tim Burton.
Attori: Christina Ricci, Johnny Depp, Christopher Walken, Casper Van Dien, Miranda Richardson, Marc Pickering, Christopher Lee, Richard Griffiths, Jeffrey Jones.
Anno: 1999.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.

martedì 9 settembre 2008

American beauty - Sam Mendes (film drammatico)

American beauty è un film che giustamente è salito agli onori della cronaca, tra Oscar, premi vari e discussioni sulle tematiche sociali da esso rappresentate.

In sostanza, infatti, il film rappresenta una sorta di manifesto (critico) della società americana, tanto linda fuori quanto devastata al suo interno da problemi di varia natura, tanto da apparire ipocrita nel suo ottuso perbenismo.
Un qualche poeta avrebbe parlato di “sepolcri imbiancati”...

Ma partiamo dagli interpreti di questi intenso film: il protagonista principale, nonché voce narrante (poco utilizzata, comunque), è Lester Burnham (Kevin Spacey; I soliti sospetti, Seven, K-Pax), un padre di famiglia sull’orlo di una crisi di nervi, oberato dalle responsabilità e poco considerato da moglie e figlia.
La moglie è Carolyne (Annette Bening; A proposito di Henry, Mars Attacks!), una donna votata all’immagine sociale e al successo professionale.
La figlia è Jane (Thora Birch; The hole), adolescente ribelle e forte.

Nel film rivestono un ruolo fondamentale nella trama anche Ricky Fitts (Wes Bentley), bizzarro compagno di scuola di Jane che stringerà un rapporto sia con Lester sia con Jane stessa, il colonnello Frank Fitts (Chris Cooper; Interstate 60, Seabiscuit - Un mito senza tempo), padre di Rick, un uomo apparentemente tutto d’un pezzo ma in realtà assai fragile, e Angela (Mena Suvari), che fungerà da deus ex machina della vita di Lester, risvegliandone l’ardore… non solo a livello attrattivo, giacché l’uomo si invaghirà dell’amica della figlia, ma anche e livello umano, visto che Lester modificherà in modo spettacolare il suo approccio alla vita.

Un doverosa citazione anche per Peter Gallagher, il Sandy Cohen di Orange County, che in American beauty interpreta Buddy Kane, un personaggio secondario, benché anch’esso importante per l’evoluzione degli eventi.

Il film ha molto da dare e da dire, tanto che si fatica a cominciare da qualche parte.
Molto sinteticamente, allora, diciamo che la fotografia è ottima, le recitazioni convincenti, la trama sorprendente e che sono numerose le scene o le frasi che si fanno ricordare a lungo.

Tra le prime, la scena dei petali che cadono dal soffitto, della busta di plastica o il finale stesso.

Tra le seconde, le seguenti:
- "Oggi è il primo giorno del resto della tua vita."
- "Non c’è niente di peggio nella vita che essere una qualunque."
- "Tutto quello che deve capitare capita prima o poi."
- "È una gran cosa quando realizzi di avere ancora l’abilità di sorprenderti."
- "A volte c’è così tanta bellezza nel mondo che non riesco ad accettarla."

Ma ogni commento sarebbe riduttivo: se non avete ancora visto American beauty, guardatelo e basta.
O, se lo avete già visto, magari riguardatelo facendo caso al passaggio tra le lotte dell'ego (successo, fama, giudizio altrui) e la resa (visione della bellezza, serenità interiore, accettazione).

Fosco Del Nero



Titolo: American beauty (American beauty).
Genere: drammatico, psicologico, esistenziale.
Regista: Sam Mendes.
Attori: Kevin Spacey, Thora Birch, Annette Bening, Mena Suvari, Chris Cooper, Wes Bentley, Sam Robards, Peter Gallagher.
Anno: 1999.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.

venerdì 5 settembre 2008

La febbre - Alessandro D'Alatri (film commedia)

Ultimamente ho recensito diversi film italiani, da Ovosodo a N - Io e Napoleone, da L'uomo perfetto a L'ultimo bacio.
Tutti buoni film (l'ultimo meno degli altri però), peraltro, segno che quando ci mettiamo d’impegno siamo bravi anche noi.

Oggi è giunto il turno di un altro film italiano, dal taglio però leggermente diverso dai precedenti: La febbre.
Se si tiene conto del fatto che il suo protagonista è Fabio Volo, personaggio originale e fuori dalle righe, si capirà che non poteva uscire fuori che un film altrettanto fuori dalle righe.

Fabio Volo è Mario Bettini, un giovane provinciale alle prese con i tipici problemi della sua età: il lavoro che manca, i soliti amici, la ragazza che si vorrebbe…
A un certo punto gli si prospetta un’occasione d’oro: un posto fisso al comune, generato da un vecchio concorso cui il padre (Cochi Ponzoni di Cochi e Renato), nel mentre morto, lo aveva fatto partecipare.

Mario però è indeciso su cosa fare: lui non è un tipo da posto fisso, come gli dice l’amico Bicio (il bravo Thomas Trabacchi), anche se mamma, fratello e amici gli dicono di accettarlo al volo (:p).
Lui accetta, trovando però un ambiente che non è esattamente il suo ideale, colpa soprattutto di Cerqueti, il suo capo, persona falsa e invidiosa, che gli metterà decisamente i bastoni tra le ruote.

Ad alleggerire il suo carico, il collega Eugenio Faoni, prossimo alla pensione e persona disponibile e generosa.
In due parole, la vita di Mario, che sembrava essersi messa a posto con il lavoro fisso, si complica: il lavoro è sofferenza, con gli amici insorgono tensioni per via del loro progetto di aprire un locale, spunta fuori una ragazza meravigliosa (Valeria Solarino), che però deve partire in America di lì a poco…

La febbre, film tra commedia e drammatico arricchito da molte scene dal sapore onirico-surreale (un po’ in stile Il favoloso mondo di Amelie), è in sostanza un film sul coraggio e sulle scelte: nella vita bisogna seguire i propri sogni o le aspettative altrui?
Lottare per trovare una propria strada o adattarsi a quella che sembra la sistemazione più conveniente?
La domanda è difficile, ma Mario le darà una risposta inequivocabile... ed è una risposta a cui noi tutti faremmo bene a ispirarci per la nostra felicità.

In definitiva, La febbre, film piacevole, coinvolgente, ben recitato e dal forte sapore di esperienza di formazione, è senza dubbio un film di valore.

Fosco Del Nero

p. s. Se l’invidia fosse febbre, tutto il mondo ce l’avrebbe.



Titolo: La febbre.
Genere: commedia, drammatico, surreale.
Regista: Alessandro D'Alatri.
Attori: Fabio Volo, Valeria Solarino, Thomas Trabacchi, Arnoldo Foà, Cochi Ponzoni, Vittorio Franceschi, Julie Depardieu, Massimo Bagliani.
Anno: 2005.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.

mercoledì 3 settembre 2008

L’ultimo bacio - Gabriele Muccino (film drammatico)

Dico subito che in generale ho un’opinione pessima di Gabriele Muccino (regista dell'inguardabile Come te nessuno mai) e che la mia stessa memoria de L’ultimo bacio, che avevo visto una volta qualche anno fa, non era molto positiva.

Devo tuttavia ammettere che questa seconda visione mi ha lasciato un’impressione migliore, e che anzi il film non mi è dispiaciuto, seppure alcune cose non mi abbiano convinto.

La prima cosa de segnalare di questo film è il cast, veramente molto ricco: abbiamo Giovanna Mezzogiorno (Il viaggio della sposa, La finestra di fronte, La bestia nel cuore), Stefano Accorsi (Jack Frusciante è uscito dal gruppo), Martina Stella (all’esordio cinematografico), Sabrina Impacciatore (N - Io e Napoleone), Marco Cocci (Ovosodo), Regina Orioli (Ovosodo, La guerra degli Antò), Claudio Santamaria (Almost blue), Giorgio Pasotti (Volevo solo dormirle addosso), più i senior Stefania Sandrelli (Io la conoscevo bene) e Sergio Castellito.

La mia sensazione è che questo cast di attori e attrici sia al contempo il punto forte e il punto debole del film.

Forte perché alcune recitazioni sono ottime (la bella e brava Giovanna Mezzogiorno su tutti) o semplicemente perchè la semplice di alcuni attori impreziosisce il film (Martina Stella, Marco Cocci, Regina Orioli).

Debole perché L’ultimo bacio si regge proprio grazie ai virtuosismi degli attori stessi, lasciando l’impressione che, per esempio, se ci fosse stata qualcun'altra al posto della Mezzogiorno la pellicola sarebbe stata ben poca cosa.
Alcune parti inoltre non convincono: la Sandrelli per esempio pare un punto debole della recitazione

Ma veniamo al film in sé e per sé.
L’ultimo bacio racconta lo spaccato di vita di diversi personaggi, ma soprattutto di diverse coppie, tutte più o meno in crisi, da Carlo e Giulia (Accorsi e Mezzogiorno) ai genitori di lei, a Livia e Adriano (Impacciatore e Pasotti). Si aggiungano poi Alberto (Cocci) e Paolo (Santamaria), il primo refrattario alla sola parola “coppia” e il secondo scottato da una recente esperienza sentimentale il cui ricordo ancora lo opprime.

Il focus della storia è incentrato però su Giulia e Carlo, e sulla sbandata che quest’ultimo, poco dopo la notizia della gravidanza di lei, prende per una diciottenne, Francesca (Stella).

L’ultimo bacio è un film fortemente drammatico, e si dipana tra amori falliti, tradimenti e sofferenze connesse.
In effetti, esso tratta quella che io ritengo essere una delle cose più tristi della vita umana: i rapporti interpersonali che decadono e si corrompono.

Ma vi è un secondo concetto che fa da perno alla storia: il vero coraggio è di chi va via da una situazione difficile e non desiderata o di chi rimane e la afffronta?
Nel film i vari personaggi prendono ognuno una delle due strade… ma entrambe lasciano nello spettatore una sensazione di tristezza e di disagio.

Qualche dubbio sulla coerenza interna di alcuni personaggi, i cui comportamenti appaiono a volte non in linea con il profilo psicologico che di loro era stato tracciato.
In definitiva, L’ultimo bacio è un film non eccelso, ma che si fa guardare e che fa anche riflettere, come detto impreziosito dalla presenza di alcuni attori.

Fosco Del Nero



Titolo: L’ultimo bacio (L'ultimo bacio).
Genere: drammatico, sentimentale.
Regista: Gabriele Muccino.
Attori: Giovanna Mezzogiorno, Stefano Accorsi, Martina Stella, Stefania Sandrelli, Sabrina Impacciatore, Giorgio Pasotti, Regina Orioli, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Silvio Muccino, Sergio Castellitto, Vittorio Amandola, Luigi Diberti.
Anno: 2000.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.