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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

mercoledì 16 dicembre 2009

Azur e Asmar - Michel Ocelot (film animazione)

La classe non è acqua.

Cinematograficamente parlando, è un concetto su cui mi sono trovato a riflettere in passato per alcuni registi che apprezzo molto, per quanto per motivi e generi filmici differenti (tra gli altri, Hayao Miyazaki, David Cronenberg, Stanley Kubrick, David Fincher, Francis Veber, o per esempio il nostro Paolo Virzì), e che mi trovo a ripercorrere anche stavolta, per un film d’animazione che si è rivelato un vero gioiello.

Il regista in tal caso è Michel Ocelot, che avevo avuto modo di apprezzare per il delizioso e caratteristico Kirikù e la strega Karabà e che mi sono ritrovato di fronte anche questa volta, peraltro in modo non programmato; solo durante i titoli di coda, difatti, mi sono reso conto della paternità dell’opera.

Come per il caso precedente (tra l’altro di Ocelot ho recensito da poco anche Kirikù e gli animali selvaggi, tuttavia meno bello del suo predecessore), anche Azur e Asmar è un prodotto sui generis, sia per il tratto grafico, molto lontano dai modelli di animazione tipici, tanto all’occidentale (si vedano Disney e Pixar) quanto all’orientale (si veda lo Studio Ghibli), sia per la sceneggiatura, ambientata in un non meglio precisato luogo dell’Africa settentrionale.

Azur e Asmar comincia un po’ in sordina, se devo essere sincero, con la storia che non avvince da subito e una grafica che ci mette un po’ a risultare familiare e godibile allo spettatore.

Inoltre, anche gli antefatti con protagonisti la nutrice e i suoi due piccoli, Azur e Asmar (il secondo suo vero figlio e il primo figlio di un ricco signorotto europeo cui lei fa da balia), non ispirano particolarmente.

Le vicende, tuttavia, si vivacizzano dopo l’incipit, con Azur ormai grande, e diviso da lungo tempo da fratello adottivo e nutrice, e ora impegnato in un viaggio alla ricerca della fata dei Jinns, della quale la nutrice aveva parlato a lui e ad Asmar quando erano bambini.

In tale viaggio, più simile in realtà a un’epopea, egli incontrerà alcuni personaggi, come il mendicante Rospu o la principessa Shamsus, entrambi a loro modo memorabili.
Il suo viaggio acquisirà un senso quando…

Azur e Asmar è uno dei migliori film di animazione che abbia mai visto, e anzi dalla frase si potrebbe anche togliere il complemento di specificazione, data la qualità del prodotto, vera e propria fiaba messa su schermo, tra colori, magia, morale e avventura.

C’è tutto, ed è tutto messo bene, compreso un finale veramente scintillante e divertente, che tra l’altro rappresenta un bellissimo messaggio contro il razzismo.

Ridicolo pensare che il film sia stato osteggiato per una lievissima scena di nudo, con la nutrice che allatta i due piccoli, disavventura peraltro capitata anche a Kirikù e la strega Karabà.
Come è ridicolo pensare che Azur e Asmar non abbia avuto il successo che avrebbe meritato (certamente più dei pur discreti Wall-E e compagnia bella).

Insomma, il mio consiglio spassionato è di non perdervi questo piccolo gioiello del cinema.

Fosco Del Nero



Titolo: Azur e Asmar (Azur et Asmar).
Genere: fantastico, avventura, animazione.
Regista: Michel Ocelot.
Anno: 2006.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.