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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare.

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te.

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno.

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Se vuoi che il mondo cambi, inizia a darti da fare tu stesso.

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

Corso di esistenza

sabato 14 dicembre 2013

Django unchained - Quentin Tarantino

Ho visto quasi tutti i film di Quentin Tarantino, anche se su Cinema e film finora ho recensito solamente Le iene, Bastardi senza gloria e Kill Bill.
Oltre che Sin City, cui Tarantino ha partecipato come coregista, e Dal tramonto all'alba, cui ha partecipato come attore, diretto dal suo amico Robert Rodriguez.

Ad ogni modo, un paio di giorni fa mi sono visto anche il suo ultimo lavoro: Django unchained, film di ambientazione western con una serie praticamente interminabile di riferimenti, a cominciare dal titolo (Django, film di Sergio Corbucci, regista di svariati film della coppia Bud Spencer e Terence Hill) fino alla sigla finale (Lo chiamavano Trinità).

In mezzo, tante altre citazioni, spesso autocitazioni, nonché molte situazioni tipiche “tarantiniane”, tra violenza, sangue, ironia e legami affettivi. 

Ecco in breve la trama: il dottor King Schultz (Christoph Waltz; Bastardi senza gloria, The zero theorem), un cacciatore di taglie che va in giro con un carretto da dentista ambulante, sta cercando alcuni criminali su cui pende una taglia, e incontra per caso lo schiavo Django, che potrebbe aiutarlo nella sua ricerca.
Lo prende dunque con sé, come uomo libero e collaboratore.

Django (Jamie Foxx; Ray, Collateral), dal canto suo, ha un solo obiettivo: ritrovare la moglie Broomhilda (Kerry Washington; Ray, Lei mi odia), anch’essa schiava e finita chissà dove…

I due lo scopriranno, e inizierà così una sorta di partita a scacchi con Calvin Candie (Leonardo Di CaprioInception, Revolutionary roadThe beachRomeo & GiuliettaTitanic) e il suo capo-schiavo Stephen (Samuel L. Jackson; Pulp fiction, Die hard, Old boy).

La storia di per sé non è nulla di particolarmente originale, specialmente rispetto ai canoni di Tarantino, ma il film è praticamente impeccabile sotto ogni punto di vista: fotografia, colonna sonora, dialoghi, tanto che, nonostante sia il film più lungo del regista americano, con i suoi 165 minuti, comunque si segue più che volentieri fino alla fine.

Pur non essendo un fan sfegatato di Quentin Tarantino, devo dire che ho gradito tutti i suoi film, e così è stato anche per Django unchained, film che ha una sua bellezza, un suo incedere maestoso, e anche più umorismo di molti suoi predecessori.

Anche se, a dirla tutta, sconta una sceneggiatura non troppo brillante, nonché alcuni punti che non mi hanno convinto molto (come la scoperta della copertura dei due cacciataglie presso la fattoria di Calvin Candie), utili a far proseguire la trama in un certo modo ma un po’ forzati.

Nel complesso, comunque, Django unchained mi è piaciuto e, dettagli a parte, se tutti i film fossero così curati, gusti di genere a parte, non avremmo nulla di cui lamentarci…

Fosco Del Nero



Titolo: Django unchained (Django unchained).
Genere: drammatico.
Regista: Quentin Tarantino.
Attori: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson, Leonardo Di Caprio, Kerry Washington, Dennis Christopher, Walton Goggins.
Anno: 2012.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.

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