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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

lunedì 8 settembre 2014

La compagnia dell’anello - Il signore degli anelli 1 - Peter Jackson (film fantasy)

Di recente ho avuto voglia di rivedermi la trilogia de Il signore degli anelli, che avevo visto prima dell’apertura di questo blog, e così eccoci qui con La compagnia dell’anello (la versione estesa che dura mezza giornata), il primo film di Peter Jackson, corrispondente all’omonimo primo libro di J.R.R. Tolkien.

Va detto innanzi tutto che il film, seppur per larghi tratti fedele al romanzo originario, in molti punti se ne discosta, un po’ per l’esigenza di semplificare una trama molto ricca, un po’ per idee del regista.
Abbiamo così personaggi scomparsi, scene sparite, scene introdotte, tempi ristretti o dilatati secondo l’abbisogna, etc.

Rimane comunque il fatto che questo primo film della trilogia ispirata al noto capolavoro fantasy racconta della compagnia che viene a formarsi per accompagnare lo hobbit Frodo, il portatore dell’anello, fino a Mordor, luogo dove egli ha l'obiettivo distruggerlo.

Oltre a Frodo (Elijah Wood; Sin City, Ogni cosa è illuminata), fanno parte del gruppo anche gli altri hobbit Samvise Gamgee (Sean Astin; I Goonies, 50 volte il primo bacio), Peregrino Tuc (Billy Boyd), Meriadoc Brandibuck (Dominic Monaghan; Lost, Flash forward), gli uomini Aragorn (Viggo Mortensen; La promessa dell’assassino, Carlito's way) e Boromir (Sean Bean; Il trono di spadeThe island, Equilibrium), l’elfo Legolas (Orlando Bloom; La maledizione della prima luna, La maledizione del forziere fantasma), il nano Gimli (John Rhys-Davies), e il mago Gandalf il grigio (Ian McKellen; X-Men, Lo hobbit - Un viaggio inaspettato).

Con lo scenario che, nel seguire i vari personaggi protagonisti, passa dalla Contea degli hobbit alla fortezza di Isengard, da Gran Burrone alla Breccia di Rohan, dalle Miniere di Moria al Bosco di Lothlórien.

Nel tragitto, sono tanti i personaggi incontrati: l’elfa Arwen (Liv Tyler; Innocenza infranta, Io ballo da sola), l’elfo Elrond (Hugo Weaving, ossia l’Agente Smith di Matrix e seguiti, presente anche in V per vendetta, Cloud Atlas... peraltro tutti e tre film parecchio significativi), l'elfa Galadriel (Cate Blanchett; The gift – Il dono, Le avventure acquatiche di Steve Zissou), il mago oscuro Saruman (l’immarcescibile Christopher Lee; Il mistero di Sleepy Hollow, The wicker man, Star wars 2 - L'attacco dei cloni), Gollum, e ovviamente Bilbo Baggins (l’altrettanto immarcescibile Ian Holm; Alien, Brazil, Il pasto nudo, Existenz, Il quinto elemento, La vera storia di Jack lo squartatore), protagonista de Lo hobbit, da cui tutto è cominciato.
Ah, e ovviamente ci sono anche tanti orchi cattivi…

Commentare La compagnia dell’anello non è semplice… o meglio, da un altro punto di vista è semplicissimo, ma si rischia di incorrere nel banale: la trama è quella di Tolkien, dettaglio più dettaglio meno, la scenografia è maestosa, la fotografia incantevole, gli effetti speciali ben dosati, il cast di attori notevole e perfettamente in parte, da Elijah Wood, che sembrava nato per fare quel personaggio, agli innamorati (nel film) Viggo Mortensen e Liv Tyler, altrettanto belli e perfetti.

Da un lato, dunque, il film è uno spettacolo per gli occhi, oltre che per il cuore, ma da un altro lato è anche profondo, raccontando l’eterna lotta del bene e del male, e occhieggiando anche a tematiche esistenziali, a partire dal nome della Terra di Mezzo, che ricorda molto il "luogo di mezzo" dello gnosticismo, con cui il romanzo sembra avere vari punti in comune… e in questo senso non sorprende sapere che Tolkien era una persona molto interessata ad argomenti spirituali.
La "Terra di mezzo" peraltro è rappresentata proprio come luogo di mezzo nel percorso evolutivo: c'è brava gente, gente socievole e pronta ad allegria e gozzovigliamenti, ma non ci sono ancora maestri, persone evolutivamente evolute, e da essa in pochi si mettono in cammino per la via. Solo i Baggins, evidentemente più pronti degli altri, e infatti dagli altri visti come hobbit strani.

Senza cercare di metter su una "recensione esoterica", vediamo qualche altro spunto meritevole.
Continuiamo con gli hobbit: il loro essere "a metà strada" si vede anche da quanto mangiano e da quello che mangiano, ossia tutto in modo indiscriminato. La loro tendenza al piacere fisico è evidente, e non è frenata dalla saggezza, che ancora non hanno: ecco come mai pensano al cibo persino quando, seguiti di notte dagli Spettri, accendono tranquillamente un fuoco per cucinare pancetta e pomodorini, con risultato che gli Spettri li scorgono. Le tentazioni della carne e della materia.

A proposito degli Spettri, essi sono antichi uomini che hanno ceduto alle lusinghe dei richiami terreni (Mammona) e sono divenuti infine mostri non senzienti, schiavi "né vivi né morti", per dirla con Aragorn. E che analogia con la massa umana, anch'essa da sempre attirata dalle conquiste e dai desideri materiali.

C'è un personaggio che nel film è tentato da tali conquiste e poteri, anzi due: il primo è l'elfa Galadriel, che nella sua prova dell'ego ci regala una delle scene più belle del film (che mi pare non ci sia nella versione non estesa), quando nella sua tentazione emana luce e fiamme, ma poi si ricompone, più forte di prima dopo la prova superata.

L'altro è lo stesso Gandalf, che infatti teme l'anello sin dall'inizio della storia: sa che ne sarebbe tentato, e lo evita come la peste. Conosce infatti il suo grado di sviluppo interiore, e sa di non avere ancora la maestria di un maestro.
Difatti, in quella che è probabilmente la scena più bella del film, quando nelle Miniere di Moira blocca l'enorme demone urlandogli "Tu non puoi passare", egli non riporta una vittoria completa, ma solo parziale. Il demone in effetti non riesce a passare, evidentemente perché l'uomo gli ha posto una soglia per lui invalicabile, ma lo trascina con sé negli abissi.
Quegli abissi che Gandalf sapeva di dover affrontare, e infatti voleva evitare le Miniere di Moira (miniere, profondità, oscurità, interiorità), finendoci solo per mancanza di alternative. C'è dunque la vittoria sul demone, ma c'è ancora del lavoro interiore da fare... ancora più in profondità, quella profondità in cui Gandalf è stato mandato con la forza.
Era ancora Gandalf il Grigio, infatti, mentre Gandalf il Bianco verrà dopo un ulteriore lavoro interiore.

Ultimo commento: l'anello è stato forgiato sul Monte Fator, e sul Monte Fator va riportato per essere sciolto. Ugualmente, l'uomo nasce con un "fato" sulle spalle, e a quel fato va dato compimento: il debito/compito karmico va sciolto esattamente come l'anello, e ciò è un percorso che si fa da soli (a Frodo vien spesso detto che è solo e che deve fare conto solo sulle sue forze), per quanto ogni tanto lungo la via si possono avere dei compagni di viaggio.
Sempre a proposito di destino, vien ben evidenziato che non serve a nulla lagnarsi di quanto è successo, ma si può solo decidere come impiegare, al meglio o al peggio, tempo ed energie sulla base di quello che è successo.

In chiusura di recensione, ecco qualche frase interessante che si è sentita nel film:

"Molto di ciò che era si è perduto."

"Uno stregone non è mai in ritardo, né in anticipo: arriva precisamente quando intende farlo."

"Non puoi nasconderti; io ti vedo."

"Devi fidarti di te stesso.
Affidati alle tue forze."

"Non abbiamo altra scelta: dobbiamo affrontare le lunghe tenebre di Moria."

"Lui odia e ama l’anello… come odia e ama se stesso."

"Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi.
Anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti."

"Portare l'anello del potere vuol dire essere soli."

"Tu sei il portatore dell’anello. Questo incarico è stato affidato a te."
"Vorrei che l'anello non fosse mai venuto da me. Vorrei che non fosse accaduto nulla."
"Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi. Ma non spetta a loro decidere. Possiamo solo decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso."

"Tu hai una scelta da fare: innalzarti al di sopra di tutti i tuoi padri, o cadere nell’oscurità con i resti della tua stirpe."

Detto ciò, con La compagnia dell’anello è tutto: vi saluto e vi do appuntamento alla prossima recensione, magari proprio al seguito Le due torri.

Fosco Del Nero



Titolo: La compagnia dell’anello (Lord of the rings - The fellowship of the ring).
Genere: fantasy.
Regista: Peter Jackson.
Attori: Elijah Wood, Viggo Mortensen, Orlando Bloom, Ian McKellen, Ian Holm, Christopher Lee, Liv Tyler, Sean Bean, Cate Blanchett, Sean Astin, Billy Boyd, Dominic Monaghan, John Rhys-Davies, Andy Serkis, Hugo Weaving, Marton Csokas.
Anno: 2001.
Voto: 8.5.
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