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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

martedì 18 luglio 2017

Orwell 1984 - Michael Radford (film drammatico)

Suppongo che chiunque abbia un’età minima conosca 1984 di Orwell, avendone letto il libro o visto una delle varie conversioni cinematografiche.
Quest’oggi andiamo a vedere proprio una di esse… l’unica girata proprio nel 1984, ossia Orwell 1984.

La trama dovrebbe essere ben nota, ma la riporto ugualmente per sommi capi: scritta nel 1948, la storia di Orwell parla del futuro, di quel 1984 in cui il mondo, successivamente a vari conflitti nucleari, è diviso in tre grandi superpotenze: l’Oceania, l’Eurasia e l’Estasia.

La capitale dell’Oceania è Londra, ed è qua che si svolge il racconto, ed è qua che governa il Grande Fratello, una sorta di apparato totalitario che non tollera alcuna dissidenza e che lavora alacremente ogni giorno, praticamente in un regime di schiavismo diffuso, affinché le persone siano non solo controllate, ma abbiano sempre meno mezzi di resistenza e ribellione…
… a cominciare dalla ribellione interiore, ragion per cui si riscrive la storia, si cancellano certi nomi, si “rieducano” i dissidenti, si modifica la lingua parlata, etc.

Il protagonista della storia è Winston Smith (il sempre ottimo John Hurt; Oxford murders - Il teorema del delittoAlien, Hellboy, Harry Potter e la pietra filosofale, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo), un uomo qualunque che nutre alcuni dubbi sul sistema in cui vive.
Così la bella Julia (Suzanna Hamilton), una ragazza più giovane ugualmente dalle tendenze sovversive.

I due si innamorano e iniziano a frequentarsi in segreto, giacché il regime non tollera le unioni tra uomo e donna e sta lavorando anche per eliminare la famiglia (suona familiare?), visto ch’essa è considerata un ostacolo all’imposizione totale della dottrina del Grande Fratello.
Ma l’occhio del Grande Fratello è onnipresente, e i suoi agenti insidiosi, e i due saranno costretti a una dura prova.

1984 di Orwell è il simbolo della letteratura distopica, così come Utopia di Moro è il simbolo-fondatore di quella utopica.
Non c’è molto da dire sulla storia, se non che essa è monito per tutti… e monito attuale, non spostato secoli nel futuro.

Detto brevemente questo, passiamo al film, che conserva l’aria di oppressione, di povertà e di ineluttabilità del libro, e che propone l’ottima interpretazione di Hurt.

Numerose le differenze tra film e romanzo, ma tutto sommato trascurabili, dovute a dettagli, mentre l’anima della storia è integra, ciò che in una conversione filmica è la cosa più importante.

Tanto educativo quanto deprimente.

Fosco Del Nero



Titolo: Orwell 1984 (Nineteen eighty-four).
Genere: drammatico, psicologico, fantascienza, distopia.
Regista: Michael Radford.
Attori: John Hurt, Suzanna Hamilton, Richard Burton, Cyril Cusack, Gregor Fisher, James Walker, Andrew Wilde, David Trevena.
Anno: 1984.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.

mercoledì 12 luglio 2017

Elysium - Neill Blomkamp (film fantascienza)

Dopo aver visto Discrict 9 (2009), non un capolavoro ma comunque un film originale e degno di visione, ormai guardo con interesse ogni film di Neill Blomkamp, di cui difatti avevo già visto il suo terzo film, Humandroid, (2015) piaciutomi comunque decisamente meno del primo.
Sono quindi passato al secondo, Elysium, girato nel 2013, sperando in miglior sorte.

Il successo di District 9 si è fatto sentire in questo secondo film, dotato di un budget e di mezzi decisamente maggiori, come di maggiori rilievo è anche il cast: i due protagonisti centrali sono Matt Damon (DogmaRounders - Il giocatore, La leggenda di Bagger VanceI guardiani del destino, Will hunting - Genio ribelle) e Jodie Foster (Una ragazza, un maggiordomo e una lady, Contact, Inside man, Il silenzio degli innocenti), mentre a fare da contorno abbiamo Alice Braga (Io sono leggenda, Predators, Repo man, La via lattea) e Diego Luna (Y tu mama también, Mister lonely, Dirty dancing 2).

Ecco in grande sintesi la trama di Elysium: siamo nella Los Angeles nel futuro, precisamente nel 2154, e siamo immersi nella povertà, nella sovrappopolazione e nell’inquinamento della Terra di quel periodo.
Mentre il popolo, la gente comune, è rimasta sulla Terra a lottare per la sopravvivenza, comuni operai accanto a criminali e disoccupati, l’élite dell’umanità si è trasferita su Elysium, una stazione orbitante a forma di stella parcheggiata a una certa distanza di sicurezza dal pianeta, e protetta dal Ministro della Difesa Jessica Delacourt, sorta di emblema della suddetta élite dominante, incurante delle sorti del popolino.

Sulla Terra, invece, in una Los Angeles ormai completamente bilingue, anglo-ispanica, cerca di tirare avanti Max Da Costa, operaio con numerosi precedenti penali, tanto da essere tenuto d’occhio dalla polizia, composta interamente di soldati robot (ovviamente molto simili ai robot di Humandroid).

Va da sé che, con tale disparità di tenore di vita, molti terrestri ambiscono ad arrivare su Elysium, ma il viaggio è vietato, e stroncato con forza: le navette illegali vengono distrutte, e chi riesce ad arrivare alla stazione orbitante arrestato e immediatamente riportato sulla Terra.

Nonostante i grandi rischi e il grande costo del viaggio clandestino, tanti cercano di arrivare comunque su Elysium, visto che la stazione possiede una tecnologia di guarigione praticamente universale, e praticamente istantanea (qui sì che siamo nella fantascienza).

Questa è la sorte che tocca allo stesso Max, che per via di un incidente sul lavoro viene bombardato da radiazioni tossiche e può essere guarito solo su Elysium… altrimenti morirà entro pochi giorni.
Ne deriva il viaggio organizzato insieme al suo amico Julio, nel quale verrà coinvolta suo malgrado anche la bella Frey, amica d’infanzia di Max e ora infermiera.

I temi di Elysium sono più o meno gli stessi degli altri due film: una società tecnologicamente più avanzata di quella attuale ma socialmente meno evoluta, con tanti contrasti e tanta violenza. La polizia è robotizzata e violenta essa stessa, tanto che siamo sull’orlo della distopia.
In mezzo a tanta tecnologia, spuntano però dei sentimenti… e ovviamente alcuni ribelli a cui le cose non stanno bene come sono.

Ho già detto del budget superiore: Elysium stacca di gran lunga District 9, ma purtroppo non basta avere più soldi per ottenere un film migliore, tanto che i due se la giocano più o meno alla pari: District 9 prevale per un’idea di fondo decisamente più originale e intrigante, mentre Elysium si fa preferire forse per una tensione scenica maggiore, dovuta anche a un cast di attori nettamente superiore.

In generale, possiamo dire che gli effetti speciali sono convincenti, l’azione pure, lo sfondo socio-politico anche, seppur molto semplificato e per tanti versi naif, e anche le relazioni umane e i drammi risultano interessanti… anche se al film manca qualcosa, proprio come agli altri due.
Qualcosa a livello di atmosfera generale, di complessità del mondo narrato. La mia impressione è che il film sia registrato su uno sfondo superficiale, quasi fosse un cartone disegnato, e non all’interno di un mondo vero e proprio, credibile nella sua ampiezza.

Il mio preferito è ancora District 9, seppur di poco, ma di sicuro Elysium si fa preferire a Humandroid, almeno dal mio punto di vista.

Fosco Del Nero



Titolo: Elysium (Elysium).
Genere: fantascienza, drammatico, azione.
Regista: Neill Blomkamp.
Attori: Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley, Alice Braga, Diego Luna, Wagner Moura, William Fichtner, Talisa Soto, Michael Shanks.
Anno: 2013.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.

martedì 11 luglio 2017

Momo alla conquista del tempo - Enzo D’Alò (film fantastico)

Di recente stavo discutendo con una persona del basso livello dell’animazione italiana, non solo se confrontata con mostri sacri come Giappone e Stati Uniti, ma anche se messa di fronte all’animazione dei nostri vicini francesi, tanto per dire, che ci fanno le scarpe, potendo vantare prodotti di livelli ottimo come I figli della pioggiaAzur e Asmar, La bottega dei suicidi, e tanti altri.

Da noi, viceversa, c’è davvero poca roba, e una delle poche cose presenti è Momo alla conquista del tempo, che peraltro non è storia originale, ma una conversione cinematografica, e non di un romanzo italiano, ma tedesco, ossia Momo di Michael Ende

Tra l’altro, si è andati a pescare una storia difficile, che da un lato, come è tipico con Ende, è storia per bambini, ma che dall’altro lato contiene temi esistenziali di una certa portata: vita, tempo, veglia, addormentamento, “signori grigi”…

Pane davvero poco adatto al cinema italiano, e specie a quello di animazione, per cui tradizionalmente i cartoni sono per bambini e basta.
Infatti, duole dirlo, Momo alla conquista del tempo è un prodotto davvero mediocre, e anzi men che mediocre.

Intanto, per il livello grafico: il film è del 2001, periodo in cui altri autori e paesi hanno sfornato film d’animazione di alto livello (per dirne una, è del 2001 il capolavoro La città incantata), e invece noi sforniamo una prodotto davvero scarso dal punto di vista tecnico…

… e inoltre lo impoveriamo dei suoi contenuti esistenziali, facendone una storiella per bambini, per l’appunto, con un tono assai naif, laddove nel libro si respirava una certa inquietudine, e si intuivano certi messaggi per precisi.

Sono state poi effettuate delle modifiche rispetto al libro: nomi cambiati, situazioni cambiate, atmosfera cambiata.

Insomma, davvero non ci siamo.
Con tutto che il romanzo Momo non mi aveva fatto impazzire, specie se messo a confronto con l’opera principale di Michael Ende, ossia La storia infinita, eppure questo film non gli rende affatto giustizia.

A dirla tutta, solo il disegno di Momo basta a bocciare questo lavoro.
Senza contare che nel film essa è una bambina qualunque, mentre nel romanzo è introdotta in modo ben diverso.
Ma vabbé, si voleva fare un prodotto d’animazione infantile, come sempre qua da noi, e lo si è fatto a dispetto dell'opera originale.

Anche sul versante audio siamo messi male: doppiaggio non all’altezza, e colonna sonora fuori luogo.
Peccato.

Fosco Del Nero



Titolo: Momo alla conquista del tempo.
Genere: animazione, fantastico.
Regista: Enzo D’Alò.
Anno: 2001.
Voto: 4.
Dove lo trovi: qui.

martedì 4 luglio 2017

Non è mai troppo tardi - Rob Reiner (film commedia)

Quest’oggi vi propongo il film di Non è mai troppo tardi, girato nel 2007 e diretto da Rob Reiner, che mi ricordo per il mitico La storia fantastica.

Si tratta di un film a metà tra commedia e drammatico: è commedia giacché i due protagonisti, Morgan Freeman e Jack Nicholson, non fanno altro che farsi battute a vicenda, punzecchiarsi e divertirsi; ed è drammatico perché in esso si affrontano argomenti seri e dolorosi, come la malattia e la morte.
E anche le difficoltà relazionali, ma questo più di striscio.

Veniamo alla trama sommaria del film, che dura circa 90 minuti (il film, non la trama sommaria, state tranquilli): Carter Chambers (Morgan Freeman; A spasso con Daisy, Le ali della libertà, Lucy, Una settimana da Dio, Un'impresa da Dio) è un uomo sereno e tranquillo, assai colto e anche saggio, pur nel suo ruolo sociale modesto; invece Edward Cole (Jack Nicholson; Le streghe di Eastwick, Qualcosa è cambiato, L’ultima corvè, L’onore dei Prizzi, Shining, Qualcuno volò sul nido del cuculo) è un uomo di grande successo, estremamente ricco e altrettanto burbero. 
Il caso vuole che i due si trovino nella stessa stanza di ospedale, entrambi alle prese con una grave malattia, che lascerà a entrambi poco tempo di vita.

I due uomini decidono quindi di vivere al massimo i mesi che rimangono loro, mettendo a buon frutto il capitale di Edward, visitando mezzo mondo e facendo tutte le cose che avrebbero voluto fare prima di morire.

Non è mai troppo tardi si compone in pratica di due elementi.
Il primo è la coppia Morgan Freeman-Jack Nicholson, che funziona. D’altronde, sono due grandi attori, e sono credibili nel loro rapporto esperienziale e ridanciano (tra i due si inserisce ogni tanto Sean Hayes, il coprotagonista della serie tv Will & Grace).

Il secondo è la varietà scenografica del film, cosa che gratifica l’occhio dello spettatore: si va dalle Piramidi al Taj Mahal, nonché su montagne innevate e in tanti altri posti.

Dunque, ci si diverte abbastanza, e vi è bellezza visiva… vi sarebbe anche una terza componente, ma a mio avviso è la meno riuscita delle tre: il film vorrebbe essere anche didattico, uno di quei film con una morale e un senso profondo, ma in questo non riesce, nel senso che si limita a luoghi comuni e all'ugualmente comune "viviamo la vita per quanto ci è possibile", senza essere davvero evolutivo.
Ma magari qualcuno avrà pur bisogno di tale livello comunicativo e ne sarà ispirato, per cui ok.

Di mio, mi limito alla componente umoristica, discreta, e a quella visiva, interessante e variopinta, anche se al film essenzialmente manca una sceneggiatura importante nonché dei contenuti rilevanti per essere un film di grande spessore.

Comunque, Non è mai troppo tardi è un prodotto sufficiente-discreto, per chi volesse…

Fosco Del Nero



Titolo: Non è mai troppo tardi (Never too late).
Genere: commedia, drammatico.
Regista: Rob Reiner.
Attori: Jack Nicholson, Morgan Freeman, Sean Hayes, Beverly Todd, Rob Morrow, Alfonso Freeman, Serena Reeder.
Anno: 2007.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.