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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

martedì 17 aprile 2018

Nessuno mi può giudicare - Massimiliano Bruno (commedia)

Tempo fa avevo steso un forte elogio del film Vita l’Italia, girato da Massimiliano Bruno nel 2012.
Memore di tale buona valutazione, mi sono visto anche il film girato l’anno prima dal regista italiano: Nessuno mi può giudicare.

La medesima paternità si nota non solo in uno stile da commedia leggera e disincantata, ma anche nella presenza di alcuni attori evidentemente di fiducia (Raoul Bova, Rocco Papaleo, etc)…

… tuttavia si notano anche delle differenze, e non sono differenze da poco, che fanno di Nessuno mi può giudicare un film dal valore ben inferiore a quello del suo successore.

Intanto, va sottolineato che mentre di Vita l’Italia Bruno era anche lo sceneggiatore, in Nessuno mi può giudicare viceversa la sceneggiatura è di Fausto Brizzi, dal canto suo regista di film di basso profilo e target come Notte prima degli esami o Maschi contro femmine, nonché di libri sarcastici di livello ugualmente basso.

Magari è solo una coincidenza, ma mentre Vita l’Italia, pur in tutta la sua ironia, si limitava a filmare e denunciare il malessere italiano, Nessuno mi può giudicare fa esattamente l’opposto: filma e propone come “adeguato e ok” qualcosa che è a dir poco irresponsabile proporre come modello accettabile, sarebbe a dire la via facile della prostituzione… dipinta in modo quasi goliardico, come se fosse qualcosa di divertente.

Ok, lo so che non tutti coloro che producono qualcosa in ambito comunicativo (film, libri, trasmissioni televisive, etc) hanno l’intenzione di educare e di agevolare la crescita interiore delle persone, ma chi lo fa ha il dovere-potere di segnalare l’una cosa e chi l’altra… con le persone che poi sceglieranno ovviamente da sé dove vogliono dirigersi.

Detto questo, andiamo alla trama sommaria di Nessuno mi può giudicare: Alice (Paola Cortellesi, decisamente più brava nell’umoristico che non nel serio-drammatico) è una giovane donna ricca e arrogante, che tratta tutti come pezze da piedi. O meglio, non tutti: solo i suoi servitori, gli stranieri e quelli che secondo lei sono cafoni, ossia quasi tutti (oddio, non ha tutti i torti riguardo ai personaggi presentanti nel film).
Un giorno, però, suo marito muore e la lascia, inaspettatamente, piena di debiti e a rischio carcere. Dovendo pensare non solo a sé ma anche a suo figlio, e dovendo mettere insieme decine di migliaia di euro nel giro di pochi mesi per evitare una sicura galera, ricorre al mestiere più antico del mondo, aiutata in questo da Eva, una escort ben avviata e a suo modo talentuosa.
Al contempo, si trasferisce in un fatiscente appartamentino in un quartiere popolare di Roma, dove conosce tutta una pletora di personaggi altrettanto popolari: dal razzista Lionello (Rocco Papaleo) alla coppia terra terra Tiziana-Enzo (Lucia Ocone e Lillo).
E ovviamente c’è Giulio (Raoul Bova), il belloccio del quartiere che, dopo un abbrivio un po’ teso, avvierà un rapporto abbastanza intimo con Alice.

Tutto in perfetto stile da lieto fine… e col tutto che, nonostante sembri fare il contrario, promuove un approccio alla vita materialista e gretto: in fondo va tutto bene così, prostituzione e tradimento, incoerenza e vita da essere umano mediocre.

E della spiritualità, e dei vari maestri della storia, Buddha, Krishna, Osho, ma anche del vegetarianesimo, tutti citati, ci si prende semplicemente gioco, e così il problema della vita è risolto.

Nessuno mi può giudicare è un film antivaloriale, e ciò va detto…
… ma va detto anche che in svariati momento il film regala qualche risata, perché comunque gli attori sono bravi, qualche battuta efficace c’è, e il regista pure ha un suo talento, come detto evidente nel film seguente.

Da segnalare, oltre agli attori principali, anche dei piccoli cameo per Fausto Leali, Riccardo Rossi e Valerio Mastandrea.

Bocciato Nessuno mi può giudicare, proverò col terzo film di Massimiliano Bruno, Confusi e felici… per il quale lui stesso ha scritto la sceneggiatura.

Fosco Del Nero



Titolo: Nessuno mi può giudicare.
Genere: commedia, comico, sentimentale.
Regista: Massimiliano Bruno.
Attori: Paola Cortellesi, Raoul Bova, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Giovanni Bruno, Hassani Shapi, Valerio Aprea, Pasquale Petrolo, Lucia Ocone, Awa Ly.
Anno: 2011.
Voto: 4.
Dove lo trovi: qui.

mercoledì 11 aprile 2018

Il cacciatore di giganti - Bryan Singer (film fantasy)

Il film recensito oggi è Il cacciatore di giganti, diretto da Bryan Singer nel 2013.

Prima cosa: Bryan Singer è un regista non troppo prolifico, e mai divenuto regista di alto livello, ma che comunque si è segnalato per alcuni buoni lavori, come I soliti sospetti o X-Men, dedicandosi però maggiormente al lavoro di produttore, sia di film che di serie tv.

Secondo punto: il genere de Il cacciatore di giganti.
Siamo in pieno fantasy fiabesco avventuroso, il quale peraltro non parte da una sceneggiatura completamente originale, ma riadatta la fiaba, famosa più nel mondo anglosassone che da noi, di Jack e la pianta di fagioli: quella in cui vi erano dei fagioli magici capaci di far crescere una pianta enorme verso il cielo… con la quale però si avevano più guai che altro.

Ed ecco per l’appunto la trama de Il cacciatore di giganti: siamo nel Regno di Cloister, il quale è governato dal buon Re Brahmwell (Ian McShane; Scoop, I pilastri della terra, Gesù di Nazareth, Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare), padre della Principessa Isabelle (Eleanor Tomlinson; The illusionist, La mia vita è un disastro), per la quale egli ha già programmato un matrimonio con Lord Roderick (Stanley Tucci; Il diavolo veste Prada, Hunger games, Amabili resti), uomo assai più grande di lei che lei non ama.
La giovane però non solo è insofferente a tale decisione del padre, ma anche alle costrizioni della vita di corte, tanto che sovente se ne avventura fuori. In una di tali escursioni, conosce Jack (Nicholas Hoult; About a boy, X-Men - L’inizio, Warm bodies), un giovane contadino non particolarmente portato per gli affari della gestione della fattoria, e più portato a lettura e leggende.
Tanto portato che gli finiranno in mano i fagioli magici della fiaba, i quali genereranno a un certo punto un’enorme pianta slanciata verso il cielo… che collegherà la terra degli uomini con quella dei giganti, i quali già una volta erano scesi giù, erano stato sconfitti a fatica e confinati nelle loro terre sospese nel cielo.
Va da sé che essi scenderanno un'altra volta, e sarà un’altra volta guerra...

La storia già si sa, e quel che non si sa in quanto parte di questa specifica sceneggiatura è facile da indovinare fin dall’avvio.
Come dico sempre: se la sceneggiatura non brilla per originalità, deve brillare allora l’esecuzione tecnica, e anche molto se non si vuole partorire un’opera mediocre e priva di interesse.
Il cacciatore di giganti e Bryan Singer riescono in questa impresa?

Sì e no.

Sì perché il cast è ottimo, e peraltro ad esso si aggiunge finanche il sempre valido Ewan McGregor (Trainspotting, Sogni e delitti, Moulin rouge, Big fish, L’uomo che fissa le capre, Star wars 1 - La minaccia fantasma, The island).
Anche gli effetti speciali sono ben fatti, seppur puntano non tanto all’azione spettacolosa e impressionante, quanto ad accattivarsi il pubblico infantile-familiare che è il destinatario di questo film.
Tra i pro inserisco anche l’incipit, narrato in rima e con una sorta di animazione a descrivere le leggende del passato.

No perché la trama è scontatissima, e non vi è alcun colpo di scena ad attendere lo spettatore.
Anche i dialoghi rimangono a livello di base, e ciò non sorprende, giacché il target è di base esso stesso.
Ciò non è poco, si converrà, e rende il film mediano, mediocre, di non rilevante valore, per quanto innocuo e dal suo punto di vista scorrevole.

Insomma, Il cacciatore di giganti non è affatto un film irrinunciabile, per quanto abbia una sua gradevolezza.

Fosco Del Nero



Titolo: Il cacciatore di giganti (The giants’ slayer).
Genere: fantasy, fantastico, avventura, sentimentale.
Regista: Bryan Singer.
Attori: Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson, Stanley Tucci, Ewan McGregor, Ian McShane, Bill Nighy, Warwick Davis, Ewen Bremner, Eddie Marsan, John Kassir.
Anno: 2013.
Voto: 5.
Dove lo trovi: qui.

martedì 10 aprile 2018

Mune - Il guardiano della Luna - Alexandre Heboyan, Benoit Philippon (film animazione)

Tra i film d’animazione che mi ero riproposto di vedere c’era anche Mune - Il guardiano della Luna, film francese del 2014.

Queste due informazioni ci dicono che il film, essendo recente, ha un buona qualità grafica, e che appartiene alla scuola d’animazione francese, il che da solo è quasi  una garanzia di qualità.

Non a caso, per quanto i due registi mi fossero entrambi nuovi, il film non ha deluso su nessuno dei due fronti: quello tecnico e quello contenutistico.

E andiamo subito a disegnare per sommi capi la trama di Mune - Il guardiano della Luna: siamo in un mondo fantastico in cui non vi è l’uomo ma delle creature del regno animale o minerale appartenenti o al mondo del giorno e della luce o al mondo della notte e dell’oscurità.
Il giorno è portato dal Sole, astro di piccole dimensioni tirato tramite una serie di ganci dal Tempio del Sole, una sorta di grossa costruzione dalla fattezze animalesche, guidata dal Guardiano del Sole.
Stessa cosa per la Luna: vi è un Tempio della Luna e un Guardiano della Luna.
Si dà il caso che i due guardiani siano ormai vecchi e abbiano deciso di passare la mano: per quanto riguarda il Sole, nessuna sorpresa, visto che viene scelto Sohone, belloccio aitante e sicuro di sé; ma come nuovo Guardiano della Luna non viene nominato Leeyoon, l’allievo teoricamente predestinato, ma Mune, un giovane fauno della notte.
Mune è inesperto, e difatti inizierà subito a combinare guai… coinvolgendo anche Sohone, col risultato che tanto il Sole quanto la Luna verranno rubati dal malefico Necross, un vecchio Guardiano del Sole diventato malvagio.
All’avventura per recuperare l’uno e l’altra parteciperà anche Glim, una creatura fatta di cera e quindi non appartenente né al mondo della luce, né a quello dell’ombra (col sole si scioglie, col freddo si pietrifica e perde conoscenza).

Forse Mune - Il guardiano della Luna è il film d’animazione francese più vicino all’animazione americana che abbia visto finora, e infatti uno dei due registi ha lavorato per la Dreamworks, facendo esperienza negli Usa, tuttavia il film mantiene la sua impronta francese, e anzi va a parare in un luogo molto vicino a quello di un più vecchio film d’animazione francese, ossia I figli della pioggia: ossia nel tema della dualità e dell’unione degli opposti, ciò che rende il film didattico, per quanto in modo lieve e adatto più ai piccoli che non ai grandi.

Non mancano peraltro altri riferimenti: i grossi templi mobili ricordano un poco Il castello errante di Howl, mentre i piccoli aiutanti del Guardiano della Luna ricordano i pulviscoli di Principessa Mononoke, entrambe opere di Hayao Miyazaki.
Al contrario, Sohone pare il protagonista macho di svariate animazioni statunitensi, mentre il mondo notturno pare avere qualche parentela con le animazioni gotico-grottesche di Tim Burton.

Riferimenti a parte, Mune - Il guardiano della Luna è davvero un bel film, adatti a grandi e piccoli: molto bello visivamente, ispirato, sufficientemente movimentato, nonostante una trama non certamente trascendentale. Ciò che dona in termini di colori e disegni e buone emozioni tuttavia colma ampiamente le eventuali mancanze nella sceneggiatura.

Fosco Del Nero



Titolo: Mune il guardiano della Luna (Mune, le gardien de la lune).
Genere: animazione, fantasy.
Regista: Alexandre Heboyan, Benoit Philippon.
Anno: 2015.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.

martedì 3 aprile 2018

Aiuto vampiro - Paul Weitz (film fantastico)

Finora avevo visto un solo film del regista Paul Weitz, ossia il celeberrimo American pie.
Quest’oggi vado a quota due, con un film di genere a dir poco diverso: Aiuto vampiro.

Il suddetto film, girato nel 2009, è un mix tra genere fantastico, grottesco, azione, horror e sentimentale… un mix forse un po’ eccessivo, e difatti questo è uno dei problemi dell’opera.

Ma andiamo a vedere la trama sommaria di Aiuto vampiro, film tratto dalla saga letteraria di Darren Shan: Darren Shan (Chris Massoglia) è un bravo ragazzo, apprezzato in famiglia, dal volto pulito, e con buone amicizie… tranne Steve (Josh Hutcherson; Hunger games, Viaggio al centro della Terra, Un ponte per Terabithia), ragazzo un po’ problematico, che rischia di portare il primo sulla cattiva strada.
In effetti i due troveranno una strada un po’ difficile, nel momento in cui decideranno di andare a vedere uno spettacolo al “Cirque du freak”, ossia una sorta di circo del grottesco: dall’uomo lupo alla donna barbuta, dai nani alla ragazza scimmia, dalla donna che rigenera gli arti all’uomo che ingoia di tutto, passando per ragni e serpenti.
E anche per vampiri, e vampiri di diversi gruppi, in guerra tra di loro: sta di fatto che Darren verrà “iniziato” da un vampiro buono, tale Larten Crepsley (John C. Reilly; Boogie nights - L’altra Hollywood, MagnoliaChicago), mentre Steve verrà cooptato dal mellifluo Tiny, che desidera portarlo dal lato dei vampiri killer, in omaggio a una non meglio precisata profezia.

Il film, come detto, oscilla con forza da un lato e da un altro: commedia e rapporti familiari e amicali, morte e sangue, bizzarrie e fantasticherie, lotta e assassinio, e in mezzo anche la solita storia d’amore adolescenziale.
Col tutto che sembra una versione grottesca di Twilight.
E che peraltro pare procedere in modo frettoloso, come accade a quasi tutte le conversioni cinematografiche delle saghe letterarie, senza prendersi il tempo necessario per approfondire i molti spunti e personaggi introdotti.

Non il massimo, occorre dire.

Anche se, ad onor del vero, il film ha anche qualche momento di interesse… e persino un ottimo cast: mettendo da parte il protagonista Chris Massoglia, che poteva e doveva essere qualcosa di meglio, abbiamo gli esperienziati John C. Reilly, Ken Watanabe, Willem Dafoe, Salma Hayek… e anche il talentuoso Josh Hutcherson, non a caso di lì a breve chiamato a partecipare al megaprogetto Hunger games.

Con tutto questo, e con uno sfondo che avrebbe potuto generare un prodotto molto più intrigante, purtroppo il risultato finale è piuttosto mediocre, e anzi appare come l’ennesimo progetto legato a una saga vampiresca: ormai il mercato è saturo, e per eccellere nel genere occorre per forza creare qualcosa di livello eccellente.
Peccato.

Fosco Del Nero



Titolo: Aiuto vampiro (Cirque du freak - The vampire's assistant).
Genere: fantastico, grottesco, azione, horror, sentimentale.
Regista: Paul Weitz.
Attori: John C. Reilly, Ken Watanabe, Josh Hutcherson, Chris Massoglia, Ray Stevenson, Patrick Fugit, Willem Dafoe, Salma Hayek, Daniel Newman, Jessica Carlson.
Anno: 2009.
Voto: 5.
Dove lo trovi: qui.

mercoledì 28 marzo 2018

Ancora tu! - Andy Fickman (film commedia)

Anni fa avevo molto apprezzato la bella e brava Kristen Bell nella serie televisiva Veronica Mars, che avevo visto quasi integralmente (o del tutto integralmente, non ricordo).
Non l’avevo però più vista, se non per il film Fanboys (ma magari andrò a cercarmi perlomeno Veronica Mars - Il film), ragion per cui l’ho vista con piacere in Ancora tu!, film che peraltro presenta un cast molto ricco, essenzialmente disposto a coppie femminili: Kristen Bell e Odette Yustman (vista a sua volta in Cloverfield) per le giovani, Jamie Lee Curtis (Un pesce di nome Wanda, Quel pazzo venerdì) e Sigourney Weaver (Alien, Ghostbusters, Avatar, Galaxy quest) per le più attempate.
Quanto ai maschi, essenzialmente fungono solo da contorno per la scena di tali due coppie.

Ed ecco la trama sintetica di Ancora tu!, film diretto da Andy Fickman, regista specializzato in commedie per famiglie: Marni Olivia Olsen ha vissuto un liceo da incubo: pallida, esile, brufolosa, con l’apparecchio ai denti, era costantemente tiranneggiata da Joanna, reginetta del liceo e capitano delle cheerleader della scuola, nonché ovviamente molto popolare tra i ragazzi e tra le ragazze… a differenza di Marnie.
Ora Marni è cresciuta ed è una professionista di successo, appena promossa al ruolo di vicepresidente dell’agenzia di New York di un’importante azienda di pubbliche relazioni. Senonché, il ritorno in città per via del matrimonio del fratello la riprecipita improvvisamente in quegli anni… giacché il fratello Will si sposa proprio con Joanna, che peraltro sembra non ricordarsi affatto di Marni, forse perché è molto cambiata.
Un’altra rivalità però si accende: la zia di Joanna, Ramona, l’unica sua parente ancora in vita, è la vecchia amica e rivale della madre di Marnie, Gail.

Ancora tu! essenzialmente funziona, si sarà capito, come una doppia coppia di poker: quando una rivalità è “in funzione”, gli altri fungono da sfondo o da mediatori, e viceversa.
Va da sé che l’obiettivo di Marni sarà quello di aprire gli occhi del fratello su che persona sia veramente la sua fidanzata. Ma l’obiettivo di un po’ tutti, in generale, sarà far pace col proprio passato.

Tutto ciò, ovviamente, tra una gag e l’altra, tra una battuta e l’altra, col film che ha un ritmo discretamente veloce e che non rallenta mai, forse per evitare che lo spettatore si distragga da quelli che sostanzialmente sono contenuti di basso profilo.

Ma tant’è, Ancora tu! è un film di intrattenimento leggero per famiglie, e così va preso: in tal senso, l’ottimo cast e la buona vivacità ne fanno un film di valore sufficiente.
Ma non aspettatevi molto di più se non questo, e ovviamente la bellezza dei protagonisti (delle protagoniste).

Fosco Del Nero



Titolo: Ancora tu! (You again).
Genere: commedia, sentimentale.
Regista: Andy Fickman.
Attori: Kristen Bell, Odette Yustman, Jamie Lee Curtis, Sigourney Weaver, Betty White, Kristin Chenoweth, Christine Lakin, Victor Garber, Patrick Duffy.
Anno: 2010.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.

martedì 27 marzo 2018

La mia vita è un disastro - Gurinder Chadha (film commedia)

Come al solito mi ritrovo a vedere un film che mi ero segnato per qualche motivo, senza ricordarmi però perché me lo ero segnato…
… e stavolta la domanda è davvero opportuna, giacché La mia vita è un disastro, per usare un eufemismo, non è proprio il mio tipo di film, né conosco la regista Gurinder Chadha (Matrimoni e pregiudizi) o alcun attore protagonista.
Anche se dovrei dire attrice, visto che è un film al femminile, e assolutamente adolescenziale.

Andiamo subito a tracciarne la trama: la vita disastrosa di cui al titolo è quella di Georgia Nicolson, ragazzina vivace ma un po’ complessata, soprattutto nei confronti delle ragazze rispetto a lei più carine, femminili e popolari, come Lindsay… che per l’appunto si accalappia subito Robbie, nuovo iscritto alla scuola di cui Georgia si era invaghita a prima vista, insieme al di lui fratello, che viene “assegnato” a Jas, la migliore amica di Georgia.
Gli ingredienti sono quasi tutti qui: ad essi occorre aggiungere solo la famiglia di Georgia, soprattutto i vivaci genitori Connie e Bob, che peraltro, in un modo o nell’altro, avranno una forte influenza sul dispiegarsi degli eventi.

Se dovessi indicare un film di riferimento, direi Mean girls (che poi è uno dei pochi del filone che conosco, per cui non ho molti altri film da indicare), dal quale La mia vita è un disastro prende diversi elementi, che peraltro sono già cliché per conto loro: lo scontro tra protagonista strana e top model della scuola, un ragazzo come premio in palio, delle amiche a sostegno della protagonista, una del gruppo che si infiltra tra le amicizie della top model, uno sbandamento della protagonista, e poi il recupero finale.
In effetti, i due film si somigliano un po’ troppo…

Schema di fondo a parte, il problema di La mia vita è un disastro è il livello del film, nel senso che il target è davvero basso-adolescenziale, e con basso-adolescenziale intendo che potrà piacere solo a delle ragazzine in cerca di svago leggero: non c’è un protagonista di spicco, non vi è un dialogo che brilli in qualche modo, come abbiamo visto non vi è una trama che regga il tutto… e come se non bastasse non vi è nemmeno molta bellezza visiva.
Non regge il gioco nemmeno la presunta bizzarria della protagonista, dipinta come un po’ strana: ma per essere interessanti non basta essere un po’ strani… e peraltro Georgia è definita strana, ma non lo è poi molto, attratta com’è da bei ragazzi, musica e party, gruppo di amiche: non è una gran stranezza.

Insomma, La mia vita è un disastro è un film davvero scarsino… che offre appena un poco di vivacità, e nient’altro.
E torniamo alla domanda: chissà perché me lo ero segnato… ma va bene così, è esplorando che si trovano i tesori.

Fosco Del Nero



Titolo: La mia vita è un disastro (Angus, thongs and full-frontal snogging).
Genere: commedia, sentimentale.
Regista: Gurinder Chadha.
Attori: Georgia Groome, Alan Davies, Karen Taylor, Aaron Johnson, Steve Jones, Eleanor Tomlinson, Manjeeven Grewal, Georgia Henshaw.
Anno: 2008.
Voto: 4.
Dove lo trovi: qui.

martedì 20 marzo 2018

Shaun - Vita da pecora - Mark Burton, Richard Starzack (film animazione)

I due registi dietro al film d’animazione Shaun - Vita da pecora, Mark Burton e Richard Starzack, mi erano completamente ignoti, non avendoli mai recensiti… tuttavia lo stile visivo del film, con la sua tecnica del  claymation, ricordava da vicino un altro film che avevo visto anni fa, ossia Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro

… e difatti dietro i due titoli vi è lo stesso nome: Nick Park, regista di Wallace & Gromit e regista della serie televisiva Shaun - Vita da pecora, da cui poi è stato tratto il film oggetto della recensione di oggi.

Si tratta di un progetto britannico, cosa abbastanza evidente nel tipo di humour all’inglese, per l’appunto, che in questo caso è humour elusivamente visivo, giacché il film non contiene alcun dialogo, ma al massimo qualche scritta qui e lì, su giornali o cartelloni pubblici.

Va da sé che si tratta di una scelta opinabile, che ad alcuni spettatori risulterà gradita mentre ad altri no.
Di mio, dico che la mancanza di dialoghi non inibisce in partenza la bontà di un film, ma certamente rischia di renderlo meno valido se non colmata da qualche altra qualità: la bellezza visiva, per esempio, o l’aspetto contemplativo, una fortissima simpatia, o un umorismo visivo assai ben sviluppato.

Shaun - Vita da pecora punta tutto su questi ultimi due fattori… ma non riesce a fare centro del tutto.

Il film è sì simpatico e caruccio, visivamente sempre gradevole, ma gli manca qualcosa a livello di coinvolgimento… e qua torniamo ai rischi dell’assenza di dialoghi.

Ad ogni modo, ecco in grandissima sintesi la trama, che peraltro è tutto sommato assai semplice: la pecora Shaun, così come le sue colleghe pecore, è un po’ annoiata al solito tran tran della vita della fattoria, così un bel giorno decide di prendersi una vacanza. Insieme alle sue amiche pecore fa addormentare il fattore…
… con esiti però imprevedibili: la roulotte in cui il fattore dormiva finisce in città, sbatte e l’uomo perde la memoria, per la gran disperazione di tutti gli animali della fattoria (tranne i maiali, che si danno alla bella vita in assenza del boss).
Shaun e le altre pecore dovranno così recarsi in città, trovare il fattore e fargli tornare la memoria.

Ribadisco: Shaun - Vita da pecora è carino, simpatico, ben realizzato, a tratti divertente e a tratti tenero, ma si tratta di un film assai semplice, probabilmente più adatto al pubblico infantile o alle famiglie che non a spettatori adulti.
O, magari, a spettatori adulti che cercano un film d’animazione ben realizzato e affatto complesso per passare un po’ di tempo in tranquillità.

Fosco Del Nero



Titolo: Shaun - Vita da pecora (Shaun the Sheep Movie).
Genere: animazione, fantastico, comico.
Regista: Mark Burton, Richard Starzack.
Anno: 2015.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.