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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

mercoledì 3 novembre 2010

Metropolis - Fritz Lang (film fantastico)

Chi mi legge da tempo credo ormai abbia compreso una cosa, che poi è la mia promessa implicita nel momento in cui scrivo recensioni: mi importa poco il nome del film o del regista o dell’attore, e i miei voti si basano solamente sul senso di piacere/piacevolezza evocato dal film, sensazione che poi motivo in recensione, cercando di far capire al lettore cosa può aspettarsi dal film, e se eventualmente può piacere a lui nonostante a me non sia piaciuto, o viceversa.

Ergo, il fatto che ora stia recensendo uno dei film più importanti della storia, ossia Metropolis di Fritz Lang, non mi porterà certo ad attribuirgli ipso facto un 9 di voto, come fanno molti pseudocritici per darsi un tono e per far finta di capirne di cinema.
Intendiamoci, anche io faccio finta di capirne, però almeno non do 9 a un film solo perché è “storico”.

Ma andiamo con ordine: Metropolis è un film muto girato nell’ormai lontanissimo 1927 dal regista austriaco Fritz Lang, e ambientato nel 2026, quindi un secolo dopo.
È una delle opere principali del cinema espressionista, ed è stato un precursore di molti altri capolavori, tanto del cinema quanto della narrativa, da Blade runner a Brazil per il primo, da 1984 a Il mondo nuovo per la seconda.

Ben prima di Orwell e del suo 1984 (scritto nel 1948), Lang immagina una società gerarchica e completamente controllata, con una classe di padroni e una classe di servi tenuta all’oscuro di tutto, utile solo a mantenere in vita i privilegi dei ricchi.

Ricchi che governano tutta Metropolis dalla Torre di Babele, un edificio magnificente al centro della città, un luogo dalla skyline tuttora avveniristica, e che nel 1927 doveva apparire probabilmente quasi folle (per l’epoca il film era una meraviglia tecnologica).
Negli uffici centrali risiede Johhan Fredersen, l’uomo più potente tra tutti, tanto altezzoso nel suo potere quanto suo figlio Freder si dimostra sensibile e di mente aperta, tanto da solidarizzare con la situazione delle classi povere.

In una delle sue missioni in incognito nelle catacombe in cui si riuniscono gli operai, egli conosce Maria, una sorta di oratrice (che però sembra più una profetessa-sacerdotessa, anche per la location in cui si trova) che predica l’amore, l’unione delle classi sociali e l’avvento di un "mediatore" che riunirà ricchi e poveri (anche se detto così sembra poco credibile per noi italiani…).

Maria, peraltro, somiglia molto a Hel, la madre di Freder, morta durante il parto e vecchia fiamma dello scienziato Rotwang, a cui però la donna ha preferito Johhan Fredersen.
Tutti questi personaggi avranno un ruolo importante nella storia, in un crescendo rossiniano.

E, forse non a caso, il film è strutturato come un’opera teatrale, con un lungo prologo, un intermezzo, e un furioso finale.

Da sottolineare che, a posteriori, Fritz Lang ha ripudiato il finale del film, che era stato scritto da Thea von Harbou, al tempo sua collaboratrice, pochi anni dopo divenuta sua moglie, e dopo qualche anno diventata ex moglie soprattutto a causa del fatto che lei entrò nel partito nazista, cosa poco gradita a Lang.

A proposito del partito nazista, Hitler era un grande ammiratore di Metropolis (e come avrebbe potuto non esserlo?), ma il film stesso al tempo ebbe delle recensioni veramente poco lusinghiere, tanto da avere sulle prime uno scarso successo, e anzi essere definito da Orson Wells (regista dell’altrettanto storico La guerra dei mondi) come “uno dei peggiori film mai fatti”.

Altra considerazione che è doveroso fare: Metropolis è un concentrato di riferimenti al mondo dell’occultismo e dell’esoterismo, e onestamente la cosa mi ha molto sorpreso, perché non lo avevo mai sentito accostato ad esso.
Ecco alcuni riferimenti piuttosto palesi:
- la Torre di Babele che ricorda la Statua della Libertà con la corona di raggi, statua che a sua volta è stata costruita da un noto massone e che è un’effige della regina Semiramide, anch’essa babilonese (i raggi rappresentano le fasi della creazione, mentre la fiaccola rappresenta l’illuminazione; aggiungo peraltro che tuttora è presente una fiaccola in molti luoghi in qualche modo cari agli “Illuminati”, come il posto in cui è stata assassinata Diana o la tomba di Kennedy),
- il Dio Moloch che divora alcuni uomini,
- i palazzi che sembrano formare una piramide (la stessa originaria Torre di Babele era una piramide ziggurat dedicata al dio Marduk),
- la presenza di tredici candele sopra la sacerdotessa Maria (il tredici è un numero altamente simbolico, come molti degli altri numeri presenti in Metropolis),
- le croci bianche (la croce bianca è un simbolo ben precedente al cristianesimo),
- la colomba e il pesce (idem come sopra),
- la stella a sei punte,
- il riferimento all’Apocalisse di Giovanni,
- le catacombe,
- la cattedrale gotica e i gargoyle,
- infine, a proposito di gargoyle, gli occhi verticali di alcuni attori del film (questi mi hanno lasciato di stucco, ma senza dubbio deve trattarsi o di lenti a contatto o di un effetto speciale molto in voga nel 1927).

Ma lasciamo perdere tutto questo, e concludiamo il commento del film.
Non me lo sarei aspettato, trattandosi di un film muto (do molta importanza ai dialoghi), nonché di un film a cui mancano dei pezzi, ma Metropolis di Fritz Lang mi è piaciuto; ha tensione e passione e peraltro, pur con i limiti tecnologici derivanti dalla sua vetustà, si dimostra tuttora in qualche modo spettacolare.

Fosco Del Nero



Titolo: Metropolis (Metropolis).
Genere: fantastico, fantascienza, drammatico.
Regista: Fritz Lang.
Attori: Alfred Abel, Gustav Fröhlich, Brigitte Helm, Rudolf Klein-Rogge, Fritz Rasp, Theodor Loos, Erwin Biswanger, Heinrich George.
Anno: 1927.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.